|
|
June 25
Queste elezioni sono giunte al termine, il centodestra ha ottenuto un buon risultato nonostante un tiro al segno su Berlusconi che non ha precedenti! Ovviamente il PD ha perso molto in termini di comuni e province, ma ha perso ancor di più in stima della sua classe dirigente! L'odio per una persona ha prevalso sul bene del paese! Per fermare il NEMICO Berlusconi si è messo in campo un esercito che farebbe invidia all' Armata Rossa, tutti con un solo ed unico obiettivo...DISTRUGGERE IL NEMICO BERLUSCONI!! alla faccia delle esigenze del paese! In fondo è sempre stato così, purtroppo abbiamo una classe politica "vecchia" ed abituata ai "vecchi" sistemi, a nessuno importa chi abbia votato il popolo, l'unica cosa che conta , anzi, gli unici che contano sono i poteri forti, quelli che pur essendo un pugno di mosche si arrogano il diritto di fare le nostre sorti! E' qualche decennio che Berlusconi gli rovina il gioco, è per questo che Berlusconi raccoglie consensi dal popolo ed è per questo che vorrebbero toglierlo di mezzo! Berlusconi, a differenza di tutti quei quattro arroganti ed incapaci politicanti di sinistra rimarrà nella storia come un grande statista! E noi saremo lì a ricordarlo a tutti gli Italiani anche quando Dio non voglia dovessero tornare loro a rovinarci la vita. Comunque i colpi bassi pare non siano ancora finiti, l'esercito ROSSO ha ancora qualche cartuccia da espolodere e tanto butteranno giù Berlusconi tanto butteranno giù loro stessi! Comunque vada l'Italia ha scelto Berlusconi e nessun'altro sarà legittimato a governare per i prossimi quatro anni se non lui!
June 23 Qualcuno per favore dica a Franceschini che lui è nel PD(quello che ha perso ) non nel PdL(che ha vinto)! Deve essere stato proprio un brutto colpo poverino!!!

June 19
| PREMIER: SINISTRA FA PENA, TRAME NON MI BUTTANO GIU' |
|
CINISELLO BALSAMO - Il comizio è breve, ma è di quelli che lasciano il segno. Silvio Berlusconi dal palco allestito nella piazza di Cinisello Balsamo per i ballottaggi di fine settimana, lancia un veemente attacco contro la sinistra, accusandola di "non avere dignità", di fare "pena" e di aver portato in piazza le proteste contro il governo sul terremoto "strumentalizzando i morti". Ai suoi sostenitori, comunque, promette che "le trame giudiziarie" e "gli attacchi mediatici" non avranno alcun effetto sulla maggioranza che ha il diritto di governare.
Il presidente del Consiglio arriva leggermente in ritardo direttamente da Bruxelles, costringendo i ministri Ignazio La Russa e Roberto Calderoli (Umberto Bossi non c'é, parlerà in serata a Cesano Maderno) agli straordinari sul palco. Anche nella capitale belga il premier risponde alle ultime vicende che lo riguardano, ma concentra i suoi strali sulla carta stampata definendo "spazzatura" quanto emerso in questi giorni sull'inchiesta pugliese e bollando come "fantapolitica" le ipotesi di complotti all'interno del Pdl. Anche la "sinistra" finisce nel mirino del Cavaliere ma solo per il mancato sostegno al candidato del Pdl Mario Mauro alla poltrona di presidente dell'Europarlamento. L'affondo vero contro il centrosinistra Berlusconi lo lancia davanti a qualche migliaio di sostenitori che lo accolgono a Piazza Gramsci. Lo spunto glielo forniscono una cinquantina di contestatori, muniti di cartelli ("dimettiti", "sono una donna, non una velina, vergognati!"), che accompagnano con numerosi fischi i 30 minuti circa di comizio del Cavaliere. "Abbiamo anche contestatori, evviva!", ironizza il premier sottolineando che la loro presenza dimostra che "siamo antropologicamente diversi", visto che "noi siamo uomini di libertà e non ci sogneremmo mai di disturbare" un comizio. E ancora: "Non avete dignità, non sapete cos'é la democrazia e la libertà, siete ancora, oggi come sempre, dei poveri comunisti". Dai contestatori l'attenzione si sposta alla sinistra più in generale e alle ultime vicende di cronaca che si intrecciano con la sua vita privata nell'inchiesta di Bari. "E' inutile che sperate di buttare giù il governo e la maggioranza con trame giudiziarie e attacchi mediatici. Siamo la maggioranza del paese e in democrazia la maggioranza governa". Sottolinea poi che gli attacchi non fanno che motivarlo ancor di più: "Continuate così", è l'invito, perché "non fate che convincermi a restare". E, in ogni caso, "mi fate pena e disgusto", siete degli "analfabeti della libertà". L'altro tema che fa infuriare Berlusconi sono le proteste di piazza contro il governo per la gestione dell'emergenza terremoto in Abruzzo. Dice di essere "indignato" perché nonostante l'impegno dell'esecutivo a rendere disponibili 15mila nuove case entro fine novembre "hanno organizzato delle manifestazioni sul nulla, mandando gente che non aveva nulla da chiedere in piazza e strumentalizzando le speranze, la paura e i morti. Vergogna!". Gli ultimi scampoli di comizio sono per i ballottaggi: il presidente del Consiglio chiede un voto per il candidato del Pdl alla presidenza della provincia di Milano, Guido Podestà, per garantire "sintonia" fra le istituzioni. Promette che dalla settimana prossima potrà parlare anche di calcio, "per me è una religione laica", e del presidente dell'Inter. Ma, sottolinea con un ultimo attacco alla sinistra, "sempre con toni civili e non come questi che non sanno cos'é la democrazia, il rispetto e la libertà". C'é tempo per un'ultima barzelletta su Berlusconi che spiega al Padre Eterno come organizzare il paradiso in una società per azioni, ma Dio si domanda perché dovrebbe essere solo vicepresidente. Il bagno di folla finale, con strette di mano e foto, è tale che non consente ai giornalisti di avvicinarsi per chiedergli un commento alle parole di Gianfranco Fini che, sulla vicenda pugliese, ha avvertito sul rischio non per la stabilità del governo ma per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
PREMIER: COMPLOTTI? FANTAPOLITICA "Quando leggo sui giornali di complotti dentro il Pdl sono storie di fantapolitica". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.
"Non c'é niente da chiarire. E' tutto chiarissimo: è tutta spazzatura. A Napoli già l'ho fatta fuori e farò fuori anche questa", le parole del presidente del Consiglio.
"Vi dovreste vergognare, siete degli spioni... io non ci sto a una Italia di questo genere": così il premier Silvio Berlusconi risponde a una domanda dei giornalisti sulla telefonata con Ghedini registrata da una telecamera di Sky e rilanciata dalle agenzie di stampa. "Io ho detto una serie di frasi in questa telefonata - ha proseguito - a proposito di giornali che mi hanno attribuito cose che non ho mai dai come il fatto che risponderò colpo su colpo. Io invece continuo a lavorare per il bene del paese. Io - ha sottolineato - ho in tal senso un ruolo strategico"
"Povera Italia, se andiamo avanti così va a finire che quello che dice una moglie al marito sul cuscino del letto sarà inserito nelle prime pagine dei vostri eccellentissimi giornali...". Silvio Berlusconi, quasi al termine della conferenza stampa tenuta a Bruxelles subito dopo il Consiglio europeo, non perde l'occasione, tra il serio ed il faceto, di dare le ultime stoccate ai giornalisti rei, a suo avviso, di andare oltre i limiti consentiti dal buon gusto. Il presidente del Consiglio risponde così, dopo aver detto più di una volta di non voler parlare di "questioni nazionali", ad alcune domande dei cronisti italiani sull' inchiesta di Bari. Una insistenza che il Cavaliere mostra di gradire poco.
Tant'é che all'ennesima domanda sulla vicenda D'Addario di una cronista di La7, inviata al seguito del premier da anni, fa finta di non riconoscerla e, sorridendo, le chiede: "Qual è la sua testata, La Setta?" A conferenza stampa conclusa, il premier si rivolge poi all' inviata del Tg3 commentando l'abbigliamento della giornalista, che indossava una maglietta con lo "scollo a barcà. "Ma che fa così per farsi invitare a cena?", le chiede facendo il gesto di tirarle su le spalline. "Una volta - aggiunge sorridendo - facevo cena una al mese, adesso dovrei farne quattro a settimana....".
FUORI ONDA SKY: PREMIER AL TELEFONO CON GHEDINI "Non ho mai detto quella cosa, che mi fa incazzare, e cioé che risponderò colpo su colpo... E' veramente una cosa incredibile...". Così il premier Silvio Berlusconi commenta i titoli di alcuni quotidiani italiani parlando al cellulare con Niccolò Ghedini dalla sala del Consiglio Europeo. La conversazione telefonica è stata registrata da una telecamera di Sky nel corso del consueto giro di tavolo poco prima dell'inizio dei lavori del vertice.
"Qui ci sono cose che non ho mai detto: io non ho mai parlato di complotto oscuro, non ho mai detto di temere di essere spiato e non ho mai detto che il mio avvocato è uscito pazzo...Questi sono dei disgraziati", le parole di Berlusconi nel corso della telefonata al suo avvocato, parlamentare del Pdl. "Ma dai Niccolò - dice ancora Berlusconi al telefono - ma ti sembra possibile che tu possa pensare una cosa del genere di me?", ha aggiunto Berlusconi sempre riferendosi alle ricostruzioni giornalistiche su alcune considerazioni fatte dal Cavaliere in merito all'operato di Ghedini stesso. "A questo punto mi offendo io. Ora chiamo Bonaiuti - prosegue - e facciamo un comunicato".
Ed in effetti era stato stamane proprio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti a puntare il dito contro i titoli dei giornali di oggi. "E' scandaloso - ha detto Bonaiuti - che alcuni giornali continuino ad attribuire al Presidente del Consiglio frasi che in realtà non sono state pronunciate. Ecco un campionario di falsità dai giornali di oggi: 'Temo di essere spiato'; 'Sono stato spiato e pedinato'; 'Rispondero' colpo su colpò; "Il mio avvocato è uscito pazzo"; 'Se vogliono la guerra l'avrannò; "E' in atto un oscuro complotto". Tutte queste frasi sono inventate di sana pianta. Ma per garantire la loro verosimiglianza, vengono riportate dai giornali tra virgolette e attribuite al presidente Berlusconi da ignoti interlocutori (mai nome e cognome, per carità!). Questo malvezzo è peggiorato negli ultimi tempi eppure -conclude - non abbiamo visto ancora un solo intervento degli Organi dei giornalisti".
BERLUSCONI: VI DOVRESTE VERGOGNARE ''Vi dovreste vergognare, siete degli spioni... io non ci sto a una Italia di questo genere'': cosi' il premier Silvio Berlusconi risponde a una domanda dei giornalisti sulla telefonata con Ghedini registrata da una telecamera di Sky e rilanciata dalle agenzie di stampa. ''Io ho detto una serie di frasi in questa telefonata - ha proseguito - a proposito di giornali che mi hanno attribuito cose che non ho mai detto come il fatto che rispondero' colpo su colpo. Io invece continuo a lavorare per il bene del paese. Io - ha sottolineato - ho in tal senso un ruolo strategico''.
AVVENIRE, PREMIER CHIARISCA INTERROGATIVI Il premier Silvio Berlusconi dovrebbe fornire "il più presto possibile" un chiarimento sui tanti interrogativi, sulle voci sul suo conto che hanno portato anche ad una inchiesta a Bari. E' quanto chiede il giornale dei vescovi Avvenire in un editoriale. "Il punto centrale è la necessità di arrivare il più presto possibile ad un chiarimento sufficiente a sgombrare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo - sottolinea il giornale della Cei - dagli avversari politivi ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier".
"E' lecito domandarsi - si chiede l'Avvenire nel suo editoriale - se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso". Ma anche se "non fosse possibile eliminare ogni ombra, perché ad esempio su alcune questioni il bandolo della matassa é in mano alla magistratura, si pongano almeno i presupposti per evitare ulteriori stillicidi di chiacchere e di tempeste mediatiche". "Senza illudersi - conclude Avvenire - che l'efficienza dell'azione di governo possa far premio, sempre e comunque, sui comportamenti privati. Alla lunga, tutto finisce per avere un prezzo. E il pericolo, soprattutto in questo caso, è che a pagarlo non sia soltanto il singolo debitore di turno, ma l'interno Paese".
IPOTESI DI GIRO DI ESCORT 'BIPARTISAN' - Il sospetto - tutto da provare - degli inquirenti baresi è che il giro di escort ingaggiate dall'imprenditore barese, Giampaolo Tarantini, venisse impiegato in residenze esclusive di personaggi potenti - senza distinzione di colore politico - e che possa nascondere, o preludere a, pallidi tentativi di corruzione.
Al momento - trapela da fonti giudiziarie - il filone della corruzione è però frutto solo di un sospetto non suffragato neppure da indizi. Inoltre, come è trapelato ieri, i magistrati già negli anni scorsi, indagando su Tarantini, hanno intercettato telefonate nelle quali si parla di festini a base di cocaina organizzati in sontuose dimore dai conoscenti di Tarantini ma non collegati al presunto ingaggio delle escort. A proposito della corruzione per ora c'é il solo ragionamento degli inquirenti: un ragionamento semplice da verificare con indagini ad hoc.
Tarantini avrebbe ingaggiato e versato migliaia di euro a donne per farle partecipare a feste. Perché lo avrebbe fatto? Per entrare - secondo gli inquirenti - nelle grazie di uomini di potere e per ottenere successivamente, da questi, favori per la sua attività professionale legata, almeno fino alla fine del 2008, alla società barese Tecno Hospital che fornisce protesi sanitarie.
La società è coinvolta a Bari in due indagini: una, che fa riferimento a fatti della fine del 2008, del pm Giuseppe Scelsi, dalla quale è nata l'indagine sul giro di ragazze che, dietro pagamento, partecipavano a feste anche a palazzo Grazioli; l'altra condotta dal pm Roberto Rossi che invece fa riferimento a fatti che partono dal 2003. In tutte e due le indagini i magistrati ipotizzano il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in epoche diverse. Ma viene contestato anche il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di persone che parlano al telefono di festini a base di cocaina.
"Temo che questa maliziosa e falsa rappresentazione della realtà, davvero priva di ogni fondamento, sia soltanto funzionale a precostituire a mio danno l'immancabile e predestinato ruolo di colpevole". Con una dichiarazione rilasciata all'ANSA l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini rompe il silenzio che si era imposto da quanto sono state pubblicate notizie sul suo coinvolgimento nell'indagine in corso a Bari.
tratto da: ANSA.it
| June 18
18 giugno 2009 ore 10:32
Ti proponiamo l’intervista di Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno, pubblicata da "Il Giornale" il 18 giugno 2009
"Che ho pensato? Che era una trappola". Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno, pugliese, ex-magistrato, racconta così la sua prima reazione alle notizie di stampa sull’inchiesta di Bari.
Perché una trappola? "Dobbiamo fare un passo indietro, al 25 aprile: il premier è all’apice del consenso tra gli italiani per come ha governato nel primo anno, le sue riforme, l’impulso alla ricostruzione in Abruzzo. Ha messo in estrema difficoltà il leader del Pd che, quasi per sfidarlo, ha detto che voleva vedere se era capace di festeggiare la Liberazione. Lui l’ha fatto. È nei giorni successivi che parte un attacco su più fronti. Il più pesante è quello mediatico, che passa soprattutto attraverso Repubblica, con il rilancio su alcune testate europee e occidentali. Tutto ciò non danneggia solo Berlusconi ma tutta la coalizione, tanto che il risultato atteso sulla base dei sondaggi anche per questo motivo non arriva".
Vuol dire che quest’iniziativa giudiziaria potrebbe essere l’ultimo atto di un piano studiato allora? "Mi limito a registrare i fatti. Si determina una difficoltà del presidente del Consiglio nel momento in cui cerca di rendere l’Italia protagonista su vari fronti, dalla diversificazione delle fonti energetiche (buoni rapporti con Russia e Libia significa essere un po’ meno dipendenti dagli altri) al blocco dell’immigrazione clandestina sul canale di Sicilia, a cui fa riscontro la ripresa degli sbarchi di marocchini in Spagna, scomparsi negli ultimi 5 anni. Tutti segni di una rinnovata vitalità dell’Italia che, inevitabilmente, dà fastidio a molti".
Cioè, dà fastidio anche all’estero... "Non voglio imputare di complotto Zapatero, ma che la Spagna non sia felice di rivedere i clandestini sulle sue coste mi pare sia certo. Com’è certo che El Paìs (che ha pubblicato le foto a Villa Certosa, ndr) è uno dei principali giornali filogovernativi spagnoli. Com’è certo che non vi sia un legame occasionale tra Repubblica e El Paìs e altre testate straniere".
Torniamo alle intercettazioni di Bari: parlerebbero di feste nelle residenze del premier con ragazze a pagamento, una delle quali è anche stata intervistata. "Sembra che sia cambiato il profilo: dalla minorenne che farebbe dilettare il leader anziano alla prostituta di lusso che addirittura entra in casa del presidente del Consiglio. L’obiettivo è sempre quello di suscitare nausea, ripugnanza".
Prostituta di lusso, dice? "È evidente dall’intervista che si tratta di una persona che riceve denaro per prestazioni sessuali. Quel che si chiama comunemente una prostituta. Le cui dichiarazioni vanno valutate con il massimo della cautela. Dice che va all’incontro munita di registratore e cita fatti non veri: che le viene offerta una candidatura europea nel Pdl a fine marzo dal nipote di Matarrese, mentre la candidatura di Matarrese è del 9 maggio. Dice di essere interessata allo sblocco di una pratica edilizia. E io chiedo: che c’entra il presidente del Consiglio? La competenza esclusiva per l’edilizia è del Comune in mano al centrosinistra e lei dice di sentirsi presa in giro mentre il sindaco è ancora Emiliano. Perché non aspetta 3 giorni per vedere il risultato dei ballottaggi e si brucia prima? Tutte cose molto strane, inquietanti".
Le notizie sull’inchiesta sono state subito collegate alle frasi di D’Alema che domenica ha previsto nuove «scosse» per il governo Berlusconi. "D’Alema non può nascondersi dietro un dito, sia per le sue parole inequivocabili che per le sue frequentazioni baresi. Lui non parla di timori di Berlusconi, dice: ci sarà una scossa, prepariamoci. Alimenta qualcosa che sta montando contro il premier. E lo fa proprio dalla Puglia, da dove arrivano poi queste notizie. E dove esistono dei precedenti specifici che lo collegano con la magistratura".
Pensa che in quel momento D’Alema sapesse dell’inchiesta? "Che D’Alema abbia buoni rapporti con gli uffici giudiziari baresi è un fatto. Ora dalla Procura arriva una conferma indiretta di un’indagine sullo sfruttamento della prostituzione. A ciò si aggiunge che il sindaco uscente del Pd è stato per anni pm a Trani e si è occupato dell’operazione Arcobaleno sulle forniture truffaldine Kossovo-Albania, che coinvolgeva l’allora premier D’Alema, chiedendo per lui l’archiviazione. Gli uffici baresi hanno lasciato molto a desiderare negli ultimi anni, con indagini controverse e scarcerazioni di pericolosi delinquenti per inadempienze di giudici e pm. Ma sembrano molto efficienti su indagini che hanno ricadute politiche. Sembra che vi aleggi il fantasma di Woodcock, con la sua passione per le intercettazioni a tappeto".
D’Alema invita Berlusconi a chiarire. "È lui che ha l’onere della prova. Spieghi quali sono le sue fonti d’informazione e che cosa l’ha indotto a fare quell’uscita. Dica se crede che la competizione politica debba muoversi in questo fango. Io ho rispetto per i vecchi comunisti e mi colpisce che uno che da ragazzo andava a Mosca con i pionieri del Pci oggi abbia come riferimento “L’amante di Lady Chatterly”".
18/6/2009
tratto da: Il Popolo della Libertà
June 17
| » 2009-06-17 16:35 |
| OCSE: CATTIVA CONDOTTA STUDENTI OSTACOLO A LEZIONI. GELMINI: AVANTI CON LA RIFORMA |
|
ROMA - La cattiva condotta degli studenti è un ostacolo al processo d'insegnamento: a pensarlo è, secondo un rapporto dell'Ocse, il 70% degli insegnanti italiani delle scuole medie inferiori. Le principali cause di disturbo alle lezioni sarebbero le intimidazioni o le aggressioni verbali verso altri studenti (30%), seguono le aggressioni fisiche tra studenti (12,7%), le aggressioni agli insegnanti (10,4%), ma anche i furti (9,1%) e per ultimo il problema della diffusione di droghe e alcol (4,5%). Il rapporto si basa su un'indagine internazionale sull'insegnamento e l'apprendimento (Talis), realizzato in 23 Paesi del mondo, tra cui in Europa anche Italia, Belgio, Spagna e altri, ma non, ad esempio, Francia e Germania. In particolare, vengono prese in esame le condizioni in cui gli insegnanti si trovano ad operare. L'Italia, conferma il rapporto, è il Paese con la più alta percentuale (52%) d'insegnanti che superano i 50 anni, mentre solo il 3% ha invece un'età inferiore ai 30 anni. Il 95% degli insegnanti italiani si dice comunque soddisfatto del proprio lavoro e il 98% - la più alta percentuale dopo la Slovenia - giudica positivamente il proprio livello di efficienza nell'attività svolta. Insieme alla mancanza di incentivi a migliorare, gli insegnanti in diversi paesi non sottostanno a una valutazione sistematica, né ricevono un feedback in relazione al loro operato (55% in Italia).
"Il rapporto Ocse ci dà ragione. Molte delle osservazioni poste dai sindacati e dall'opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagine". Lo ha detto il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, presentando il rapporto Ocse sulla qualità della scuola in Italia. "L'Ocse - ha detto Gelmini - auspica un'azione riformista e suggerisce provvedimenti urgenti che noi abbiamo adottato fin dal nostro insediamento un anno fa". In particolare secondo l'Ocse i risultati medi degli studenti italiani sono tra i più scarsi nell'area Ocse: gli alunni italiani di 15 anni sono indietro di due terzi di anno scolastico nelle scienze rispetto alla media europea e di due anni rispetto ai migliori, i finlandesi. Secondo il rapporto, inoltre, soltanto la metà della popolazione del nostro paese ha completato l'istruzione secondaria superiore, rispetto ai due terzi della popolazione dell'area Ocse.
Anche le prestazioni della scuola variano molto tra una regione e l'altra, in particolare tra nord e sud. Altro elemento segnalato dall'Ocse è che il costo più elevato della nostra istruzione è dovuto al rapporto insegnante per studente che è del 50% più alto: 9,6 insegnati ogni 100 studenti in Italia, rispetto ai 6,5 prof. dell'area Ocse. Altri elementi negativi segnalati dal rapporto, l'anzianità media degli insegnanti italiani e la mancanza di una valutazione a livello nazionale.
Tra le raccomandazioni per la scuola italiana, il contenimento della spesa, una migliore assunzione di responsabilità e autonomia, un più lato livello della qualità dell'insegnamento e un'attenzione alle prestazioni degli allievi più deboli per ridurre i casi di abbandono. "Per questi motivi e in linea con quanto sostenuto dall'Ocse - ha concluso Gelmini - è urgente proseguire con le riforme che sono indispensabili per migliorare questa scuola. Non basta e non è utile difendere la scuola così come è oggi. In particolare le osservazioni di coloro che contrastano le riforme non trovano fondamento e non sono utili per il rilancio dell'istruzione in Italia".
"Nessuno si compiace dell'aumento delle bocciature, è sempre un dispiacere quando un ragazzo perde l'anno", ma serve una scuola del merito. Lo ha detto il ministro dell'istruzione commentando i primi 'exit poll' sui bocciati e non ammessi agli esami resi noti ieri dal ministero. Secondo Gelmini, "serve una scuola dell'impegno e del merito, non una scuola buonista che tanto piace agli studenti ma che li danneggia. Noi - ha aggiunto - dobbiamo invece formare una generazione di persone preparate ad affrontare le sfide del mercato del lavoro in una situazione che non è certo facile. Per questo serve una scuola meritocratica". Il messaggio del ministro agli studenti è di studiare mentre ai prof e ai dirigenti è quello di "guardare con oggettività e serenità al rapporto Ocse che non va banalizzato perché indica anche il percorso da seguire per migliorare la scuola".
(fonte: ANSA.it) |
|
|
|
|